Osservo, cerco di capire. Vedo, cerco di guardare.
Da lontano, da vicino, il tanto che basta per ascoltare.

Vedo, guardo e rifletto. Guardo le immagini della natura, cercandole in città, tra i fiori che scendono da quel balconcino. Passo anche tra i boschi che in questo periodo sono tavolozze di colore: arancio, verde, giallo, seppia e ancora verde in diverse sfumature. Poi le nuvole tra il sole e la pioggia. Le guardo.

Guardo le persone muoversi tra gli affetti e i difetti. La fragilità nascosta come vergogna e la forza inventata e raccontata per potersi sentire all’altezza. A volte questa forza la si stringe tra le mani come fosse un corno rosso, contro ogni male.

Vedo e guardo, e quando riesco ad ascoltare, lascio passare i dubbi e li faccio accomodare. Sempre all’angolo della stanza ma so per certo che mi seguiranno con pazienza infinita. Io intanto vado. Guardo e lascio, che tutto succeda.

Vedo persone che passano il tempo a provare di esistere. Si guardano allo specchio, continuamente, ma non riescono a farlo da sole, hanno bisogno del pubblico. Si esibiscono in ogni cosa che fanno. Vedo donne che indossano la sottoveste di rete sintetica e la spacciano per trasparenza dell’anima. Poi c’è chi invidia il vento e senza saperlo ascoltare pretende di imitarlo. Be’, non si può.

Vedo chi fa della seduzione una ossessione. E chi seduce senza nemmeno accorgersene; sai, quel fascino di chi guarda gli altri senza incastrarsi soltanto dentro se stesso.

Vedo e guardo. C’è chi ama per poco. Anche solo per aver visto i tuoi occhi. Chi ama da lontano e da vicino e non ti direbbe mai cosa devi farne del tuo amore. C’è chi non lo pesa, l’amore. Non lo giudica, non lo bacchetta.

C’è chi vive e chi si sforza di farlo, e per farlo spreca gli altri. Cerca di farli spettatori della sua esistenza, e poi si stanca di presenza, tenerezza, attenzione, vita vera, respiro. Si nutre di dipendenza e se non riesce a fartela crescere dentro, ti trasforma in delusione.

Vedo castelli di carta, costruiti con tante porte diverse. Porte che si aprono a diversi passaggi. Porte che nascondono verità e si beffano di chi la trasparenza la vive e non la chiede agli altri.

Si può essere senza pretendere.

Pat