Facciamo che ognuno mangia quello che vuole, ama chi vuole e come vuole, prega il Dio che sceglie o che lo sceglie, oppure non prega, oppure non ama.

Facciamo che ognuno crede in quello che vuole, legge fondi di caffè, carte, mani, oppure le stelle. Oppure non crede.

Facciamo che ognuno possa decidere liberamente di inginocchiarsi, alzare le mani al cielo oppure parlare con gli alberi, il sole, la luna. Che possa immergersi nell’universo o restare seduto sul divano. Come vuole. Liberamente. E scrivere, se vuole, o cantare o disegnare quel che vuole. O stare in silenzio.

E facciamo che se deve essere una rinascita sia in nome del RISPETTO, dell’umana complessità e della libertà.

È una Pasqua dedicata, non c’è altro da dire. Per me. Il mio pensiero al Kenya.

Buone festività a chi festeggia e buon WE a chi, comunque, vive.

Pat