Tra le tante parole dei Social, mi fermo a leggerne alcune.
Penso a quante persone cercano la perfezione negli altri
e nelle cose che si fanno accadere.

Ma quale perfetto! Parto dai miei piedi e vado a farmi una passeggiata.Un amore perfetto, quello sbirciato dentro un libro, un film, una storia inventata. Un uomo perfetto, una donna perfetta. Una società perfetta, amici perfetti, umanità perfetta… Chi dice di continuare a sognare e desiderare, chi si arrende al mondo imperfetto condannandolo.

Ma vivere, no? Nel frattempo ci si potrebbe provare, guardandosi allo specchio.

Oggi mi gira strano. Sarà la stanchezza ma tutto questo chiacchiericcio un po’ accusatorio e un po’ campato in aria, mi ha stancata ulteriormente.

No, perché se tutto deve essere diverso, se tutti devono essere migliori e magari anche perfetti, uno che ci sta a fare? Solo a guardare il mondo con i suoi piccoli occhi e basta? Quel mondo che deve darsi da fare?
Vedo un pulpito sbrigativo dove si fa a gara per prendere il posto. Fuori uno e dentro l’altro ma la predica è sempre la stessa.

Sarà che io mi sento umanamente imperfetta, consapevole di non fare la differenza, meno alternativa di un comunista nel 2014. Attenta ma non ossessionata, vicina a chi trovo in prossimità del mio momento, diversa da niente e nessuno, meglio o peggio di qualcuno. Affaticata nel quotidiano ma dipende da me, soprattutto da me, almeno in quello che posso pensare di cambiare o vivere o rivedere o accettare. Tutto il resto non posso permettermi di renderlo così generico e colpevole. Sono unica, lo so, ma insieme a tante altre persone uniche e degne dei miei occhi svegli e attenti.

Continuo a guardare i miei piedi e continuo a partire da quelli. E mi vado a fare una passeggiata.

Oggi è così

Pat