Leggera pazzia - Fiori e pioggia.Il fuoco consuma legno e rende cenere. Ricordi nascosti sotto un fuoco che mette fretta. Una polvere grigia che consuma gli occhi del colore. La scelta del bello sembra così scomoda alla ragione mentre l’anima non trova pace. La pace del tepore, del benessere, del pensiero che guarda dall’alto.

Il pensiero, un’arma pazzesca, piena di trappole e tranelli. Gli stessi che ora vedo perché mi hanno catturata. Una presa talmente forte, che nutre l’abitudine e rende fragile ogni nuova cosa. Ma è dalla fragilità che voglio riprendere la vita.
La seguo lasciandomi andare perché quella pazzia vestita di verde, non me la sono mai inimicata. Tanto nessuno l’ha mai notata: giocava trotterellando dietro la saggezza. Una pazzia burlona che mi pizzica la pelle e canticchia strane melodie, giocose e belle.

Certo è, che l’arte del piacere è una delle sue prelibatezze. Se ne nutre con parsimonia per non sprecare il momento. Sceglie il posto, gode delle sensazioni, ubriaca la ragione inebriandola. Pazzia leggera e mai totale. Appare per salvarti dal pensiero, ti attacca addosso il riso, ti prende per il naso. Ti ritrovi a correre sul verde senza un prato, a cedere il passo al vento sempre contro, a ridere di niente o tutto, a cantar senza la doccia, parlare con chi non vedi, non rispondere a chi vedi. Mi scompiglia i capelli e mi fa sembrare sole questa pioggia buffa e dispettosa. Oggi, però, ho deciso che la pioggia mi piace!

Leggera pazzia vestita di verde, colora fiori dai petali bianchi.

Pat