Immaginare il mare

 

Allora ho cercato d’immaginare il mare, vedermi distesa al sole, raccogliere conchiglie sulla spiaggia (ho casa piena di sassi e conchiglie), strizzare gli occhi per vedere meglio la linea dell’orizzonte. Non è stato così difficile. Ho guardato fuori dalla finestra e il cielo era proprio quello, con qualche nuvola di troppo ma il vento se la portava già via.

Si liberava il cielo. Proprio così come lo volevo io. Prendeva quell’azzurro, pastello 445, il mio preferito per disegnare il cielo. Il mare no, era più complesso da disegnare, lo so. Ci volevano più pastelli: 445, 550, 405… un po’ di azzurro, un po’ di verde, un po’ di blu. E il bianco della carta.

Ho guardato di nuovo, fuori dalla finestra. Le persone camminavano lente. Passeggiavano. Si sentiva anche il rumore dell’acqua, e non pioveva.
Ho chiuso la finestra e le onde sono arrivate a battere sui vetri. Hanno lasciato conchiglie sul mio davanzale.

Continuo a scrivere, a disegnare.

Pat