Lei faceva il suo lavoro. Niente di più. Quello non era altro che il suo lavoro. E lo faceva seguendo i suoi principi, quelli al centro di ogni cosa, quelli che non puoi fare a meno di ignorare. Non puoi se li hai. Lei li aveva. Lei era una giornalista: Ilaria Alpi

Ilaria Alpi

 

Mi piace dire che ancora lo è, una GIORNALISTA. Ilaria è talmente presente da non farci rassegnare. Venti anni dalla sua morte e siamo ancora qui a farci domande. Vogliamo sapere la verità, quella di Ilaria e di Miran.

Credo sia quel giornalismo, quello di Ilaria, che ti lascia addosso le domande. Quella innata insofferenza, quella rara dedizione, quella vivace insaziabilità che hanno i giornalisti veri. Cercano risposte perché hanno la grande capacità di farsi le domande. Sono lucidi quei giornalisti. Sono pochi, ormai, quei giornalisti.

Ilaria faceva il suo lavoro. Ilaria Alpi era una donna normale, mica Wonder Woman! Non ha fatto cose straordinarie. Ha fatto la sua indagine. Era con Miran, il suo cineoperatore. Anche Miran faceva il suo lavoro.

Ilaria ha fatto domande, ha misurato le risposte, ha osservato con i suoi occhi italiani e con quelli africani. Perché se vuoi capire qualcosa dell’Africa, devi immergerti nell’Africa. Vedere con occhi africani, ascoltare con orecchie africane e camminare con piedi africani. Piedi che l’hanno portata a Mogadiscio, insieme a Miran.
Lei ha scritto, sicuramente lo ha fatto. Fanno così i giornalisti. Devono scriversi le cose, devono farle quadrare, devono trovare le risposte che innescano altre domande. Non possono fermarsi.
Ilaria cercava informazioni vere. Era lì per quel motivo.

Non mi sono resa conto di tutto il tempo che è passato. Se non avessi riletto le notizie di questi giorni sarei rimasta con un tempo confuso nella testa. Sono passati già venti anni da quando la notizia dell’attentato a Ilaria Alpi e Miran Hrovatin è arrivata alle nostre orecchie.
Abbiamo ascoltato increduli e abbiamo visto quelle immagini che non lasciavano dubbi. Era successo davvero. Ilaria e Miran erano morti per portarci la verità che ci spettava.

Hanno cercato di offuscarla, questa verità. Ancora non si riesce ad avere risposte chiare e formali su quanto è accaduto quel 20 marzo di venti anni fa a Mogadiscio. Ma noi sappiamo, abbiamo capito, non ci siamo mai rassegnati a quella assurda relazione che riduceva la tragedia a un tentativo di rapina andata male. Andata male? Tutto qui? No, noi non ci abbiamo mai creduto.

Ilaria Alpi ha fatto il suo LAVORO IMPORTANTE e noi non possiamo che essere grati e fieri di questa giornalista italiana. La nostra giornalista.

Alla mamma, Luciana Alpi, che ancora cerca e spera e ama. Al padre, Giorgio Alpi, che non c’è più, ma che fino all’ultimo ha cercato la verità. A Ilaria Alpi.
Grazie.

Patrizia

 

Fonti di ricerca:
La rete internet
Wikipedia