Compagni di gioco - Patrizia Pisano

 

Ho voglia di compagni di gioco, amici come bambini. Di quelli presenti quando sei spettinata, assonnata e brutta di tristezza, così come quando hai gli occhi pieni di cose da dire. Perché sei uscita da casa in una mattina di sole, dopo aver fatto l’amore, e una doccia calma. E i biscotti fatti in casa, il caffè con il latte, il vestito comodo che ti fa ancora più bella.

Ho voglia di compagni di gioco con cui fare girotondo e mettermi al centro a cantare e fare smorfie. Ho voglia di amici che ti rincorrono per farti cadere sull’erba morbida e poi ti abbracciano stretta. Quelli che si raccontano anche quando non sono fieri di se stessi e ti appiccicano addosso le loro lacrime. E quando passa fanno piangere te dalle risate.

Ho voglia di compagni di gioco con cui cercare, di quelli che vogliono migliorare e migliorarsi e per farlo ascoltano e pesano e scelgono. Ma non seguono, non si accodano, non fanno processioni e riunioni. Perché il GRUPPO è una prigione, è la morte dell’opinione, è uno spazio chiuso. Lo spazio aperto lo fanno le persone ben distinte, insieme. Che non è GRUPPO, è INSIEME.

Ho voglia di compagni di gioco che si sporchino di fango con me, di quelli che non hanno paura della polvere, ché la polvere non ha mai fatto male a nessuno. Sta nei posti silenziosi, quelli meno frequentati.

Ho voglia di compagni di gioco, di quelli che ti fanno strillare la rabbia e poi ti prendono per mano, come niente fosse, e ti portano a vedere le stelle, ché la bellezza scioglie ogni grumo indigesto.

Ho voglia di compagni di gioco che vedano me, le mie paure, la mia pochezza, e la mia onestà, la mia bellezza.

Dedicata a te.
Pat