Come e perché questo blog

Questo è il blog di una scrittrice che sta imparando a scrivere

Scrittrice perché è necessario considerarsi tale se si passa la maggior parte del proprio tempo a scrivere. È legittimo se si pubblicano i propri scritti online e offline. E se si pubblica un libro che odora di carta. È difficile definirsi ma dopo averlo fatto si evita di perdere tempo e ci si concentra su qualcosa di utile: nel mio caso la scrittura.

Ecco, posso anche farcela, per una volta, a definirmi. Scrittrice. È una parola che mi piace. Vorrei tenerla al caldo, in un luogo appartato, fino a quando questa parola mi calzerà addosso come un vestito morbido cucito su misura. Se mai succederà.
Non me lo posso permettere, però. Mi devo definire, non posso aspettare. Così dicono tutti i guru del marketing, della crescita personale, dell’automotivazione: “Ti devi definire!” E io ci provo. Lo faccio proprio qui. Adesso.
E mi dico: “Sai, la Rete è pubblica, l’esposizione è reale e poi, dopo aver pubblicato il primo libro e pure il secondo, non hai più scampo. Qualcosa devi pur essere. Fuori o dentro la Rete.”
Sto a buon punto. Mi sto convincendo.

Che poi, alla parola ‘scrittrice’ puoi far seguire o precedere (vedi tu) una serie di aggettivi o considerazioni:

    web,
    mediocre, degna, così così,
    motivata,
    niente male!
    a giorni alterni,
    che ogni tanto ci prende…
    piacevole,
    noiosa,
    che ce la mette tutta…
    in erba, acerba, asprigna,
    che se studia ce la può fare…
    che sta imparando a scrivere.

Insomma vedi tu. Tuttavia, se la parola ‘scrittrice’ non si lascia da sola, se la possono permettere in tanti. Anche io.

Allora, diciamo che in questo spazio mi definisco: sono una scrittrice che sta imparando a scrivere. Ed è proprio in questo spazio libero e tutto mio che ho intenzione di allenarmi.
Qui mi esercito a scrivere, rifletto, prendo appunti, racconto quel che vivo, invento storie. Mi diverto e mi emoziono. Anche. Qualche storiella l’ho scritta a mo’ di verso. Per dare ritmo alla lettura. Una delle tante prove. Uno dei tanti esercizi di scrittura.

Quindi, in questo blog trovi i miei scritti del passato e del presente. Scritti già digeriti e scritti appena sfornati.

Ho diviso questo spazio in categorie. Per farlo ho usato dei modi di dire. Li riconoscerai. Sono alla tua destra, sì, proprio lì:

  • A CUORE APERTO
  • A PIEDE LIBERO
  • MUSICA PER LE MIE ORECCHIE
  • ORO COLATO

Questi sono solo i primi quattro. Ne aggiungerò altri.

A queste categorie si agganceranno i vari testi scritti. Le categorie, in realtà, non servono a me che scrivo ma a fare un po’ di ordine per te che leggi. Ti danno qualche informazione in più, un po’ come le indicazioni stradali. E come certe indicazioni stradali non è che siano una certezza, quindi non fidarti troppo. Segui solo il tuo istinto.

Puoi seguire anche i tag. Eccoli lì. Sono un po’ più giù. Be’, anche con i tag hai solo una vaga informazione di dove ti stai inoltrando. Ma non è meglio? Dai! Un po’ di sana curiosità.

Le immagini che vedi, quelle firmate ‘musaconfusa.it’, sono tutte mie (se vuoi usarle devi prima chiedermi il permesso). Sono i miei scorci fotografici, segni e disegni grafici, più o meno trattati in post produzione. Il vecchio istinto della grafica non mi abbandona mai. Devi avere pazienza, mi piace giocare anche con immagini e colori, non solo con le parole.

Se ne hai voglia buttati all’avventura. Se non lo fai non sai cosa ti perdi. In ogni caso i link son quelli. O li usi o li eviti con cura. Tanto qui non scade niente. Puoi anche ripensarci. Comunque se hai letto fin qui, hai davvero il temperamento adatto a proseguire.

Complimenti, hai letto proprio tutto! Quasi. Fai un piccolo sforzo e leggi anche il post scriptum. Dai, ormai ci sei!

P.S.
Io, comunque, scrivo per lavoro. Eh sì! Creo contenuti testuali per siti, blog, landing page. Ma c’è sempre tanto da imparare. Proprio tanto. E scrivere per conto di diverse persone, trattando argomenti sempre nuovi e specialistici, è un bell’impegno. Studiare, imparare, allenarmi è un dovere, per me. Anche una mania, un chiodo fisso, una specie di piacevole febbre. Non posso farne a meno.  😉

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