EderaQuel sole era forte
e lo toccavo
come guardavo te
che ferivi i miei occhi.
Con lo sguardo
senza ritorno
cercavo di cingere
l’amato contorno.

Mi sentivo edera
sulla sedia
sotto il porticato.
Raccoglievo
il calore del sole
lo plasmavo
in sogno.

Un sogno vivo
a scuotermi il cuore.
Parlava di te
anche quando non c’eri
su quella sedia
dove tu non sedevi
Restava nel portico
con mani calde di estate
le tue
Mani appena sfiorate.

Guardavo te
ogni volta
la tua bellezza
ammalava il mio corpo.
Guardavo te
che andavi via.

Pat