Parole di Lulù…

Niccolò Fabi in libreria e le parole di Lulù.Non credo di averle solo ascoltate, le sue parole. Mi sono vissute dentro, tutto il tempo del suono e del gesto. La libreria Feltrinelli, quella sull’Appia Nuova a Roma, non è piccolissima ma libri e musica prendono un sacco di spazio e noi stavamo abbastanza stretti. Stretti e vicini, quasi a far rivivere in piccolissima parte, quello strano giorno del 30 agosto 2010.

Stretti e vicini. È così che ti fa sentire Niccolò, quando parla. Ti fa sentire dentro l’abbraccio.

Partecipando all’evento, comprando e ricomprando “Parole di lulù”, non ti sembra di fare qualcosa per altri, non ti sembra di partecipare e basta. Hai la sensazione di trovarti dentro a tutto. Dentro quelle parole, dentro quei gesti, dentro l’Africa che soffre, dentro il dolore e dentro la gioia che genera vita dal peggio. Ti senti dentro agli altri, con Lulù tra le braccia.

E allora, ascoltavo, guardavo e pensavo a quanta vita può nascere in quell’ospedale pediatrico, restaurato e reso operativo, in un angolo sperduto dell’Africa. Pensavo a quanta vita può vivere solo perché qualcuno l’ha voluto. Pensavo a quanta gioia può generare il dolore.

In certi casi il dolore è talmente potente ed è talmente legato all’amore che riesce a creare spazi immensi. Ed è talmente forte che coinvolge perché ti sveglia dal sonno profondo. Ti ci trovi dentro e lo senti e respiri al ritmo di chi ti sta vicino. Questo è stato il miracolo di quel giorno e di ieri, in libreria, e di tutti i giorni che ascoltano le parole di Lulù.

È stato bello e importante. Concita De Gregorio intervistava Niccolò, anche lei catturata dal ricordo di quel giorno. Un ricordo che si è spalmato sulle nostre vite.

Dentro il cofanetto “Parole di lulù” c’è tutto il video del concerto, i momenti e le persone di quel giorno straordinario. Noi stretti, seduti per terra, di fronte a un palco aperto, senza transenne. Gli amici di Lulù, sopra e sotto al palco. E tutti, dico tutti, abbiamo pianto, riso, cantato, ascoltato, guardato. Siamo stati dentro.

Grazie a chi ha sbrogliato questo possibile miracolo, facendolo avvenire senza averne paura.

parole di lulù

Pat