L’amicizia non riesco a spiegarmela.
Credo si debba basare tutto sui sentimenti.
Poi c’è la stima e tutto il resto. Ma quando ci si considera amici?

Cos'è l'amicizia.

Me lo chiedo perché la confusione, a volte, è un tavolo imbandito dove potermi accomodare. A volte, invece, mi rende il vuoto a perdere.
Ci si può considerare amici solo se ci si incontra e in qualche modo ci si ammira? Per qualcuno l’amicizia è soltanto un rifugio, un sostegno. Io non riesco a limitarla a solo questo.

“L’amico si vede nel momento del bisogno!” Sì, anche, ma non solo. A volte il bisogno non e annunciato. Non sempre si hanno bisogni espliciti. Non sempre si chiede o si cerca rifugio. A volte il silenzio è un momento da accettare e accogliere dopo essersi assicurati che è proprio quello che l’amico desidera. Ma la presenza può essere costante anche nel silenzio. C’è il momento in cui ci si incontra che è riconosciuto ogni volta. C’è il legame che non è un laccio ma è una sorta di appartenenza. A volte avviene nello spazio di uno sguardo ed è cosa rarissima, ma caspita! Capisci che quella persona sarà per sempre nella tua vita. Da lontano o da vicino. Lo capisci con il tempo ma da subito comprendi che qualcosa è successo.

L’amicizia non vuol dire essere un supporto, secondo me, vuol dire esserci e riconoscere la presenza di un’altra persona che non è di passaggio. Una persona nella tua vita. Accolta. Una persona di cui ti interessa sapere, della quale ti piace la presenza. Una persona che ti chiede: “Come stai?” e te lo chiede anche se sta male, solo perché non ti ha sentito per un po’ di tempo. Poi ti dice…
È la persona da cui ti aspetti sincerità. Sì, la pretendi e vuoi che sia detta per farti bene e che sia detta con garbo e delicatezza, in certi momenti, e con franchezza e forza, in altri. A volte, per il suo bene, devi dimenticare e non dire. E buttare giù il disagio.

Cerco di aggiungere pensieri che mi portino a un chiarimento ma non riesco a spiegare l’amicizia. Non riesco a definirla. A volte son convinta che si debba creare e costruire con attenzione e rispetto, in altri casi e talmente spontanea da riconoscerla come fosse lì da sempre.
Una cosa è certa, per me, in qualche modo nell’amicizia c’è la cura, c’è la presenza, c’è il sentimento, c’è il riconoscimento.
A volte, però, ci si dimentica di questo. Ci si nutre dell’altro senza chiedere prima: “Tu, come stai?”
Ma non ci sono regole da seguire e forse non esiste una definizione. Anche in questo caso, l’equilibrio e la consapevolezza aiutano, non saprei, ma quel che pare scontato mi sembra anche un argomento da rimettere in discussione.

Ma la mia musa è confusa 😉

Pat