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E di nuovo…

Li incontri per strada, dal vivo, mentre fai una passeggiata. Sono gli ‘amici di sempre’, quelli con cui sei cresciuta, e in un discorso banale, generico, si finisce a parlar del più e del meno. Parlano quasi sotto voce, a mezza bocca, con un po’ di vergogna quando gli esce la classica frase:

“Non è per essere razzista ma non se ne può più, qui in Italia…”

Frasi tipo, frasi che vorrebbero andare oltre ma non osano. Quelle frasi lasciate cadere nel nulla, fatte scivolare via perché cerchi di capire il disagio degli altri, le loro paure e fai appello all’affetto, alla conoscenza, alle cose vissute insieme. Su certe persone ci avresti messo la mano sul fuoco, sulla loro razionalità, sulla bontà delle loro scelte. Incassi la brutta sensazione e stai.

Poi però ci sono i Social come Facebook dove la vergogna sparisce e c’è chi (amici di sempre) esprime calorosamente il proprio sostegno e consenso a Salvini, scimmiotta i suoi slogan e quelli dei suoi alleati, lo considera il meglio che ci poteva capitare, attacca chi indossa magliette rosse, ci rimprovera perché non le abbiamo mai indossate per gli italiani (e tu?)… insomma, per la prima volta alza la testa e condivide cose senza senso, senza un minimo di buone intenzioni, cose pensate da altri e ripetute a pappagallo. Solo rabbia sparata al vento.

E ci rimani male. Di nuovo. Ti rendi conto di esserti circondata di persone che non hai mai conosciuto davvero, che hai vissuto con superficialità. Ma capisci anche perché non le frequenti più da tempo.

Nei Social le persone sono quello che sono. Grazie, Facebook!

Pat