Alla madre.Com’è mia questa tua pelle! Me la vedo crescere addosso ogni anno che passa. Non sono te, ma dentro ogni tua parte mi ritrovo in tratti di vita che ho vissuto per te.
Solo per te ho fatto scelte silenziose e pesanti. Nella vita ti ho regalato il mio silente abbandono. Ho graziato il peggiore dei mali, ho percorso il mio tempo perduto. L’infanzia sconosciuta ho lasciato smarrire. Nel tuo nome ho portato fiera il mio fardello ricompensando il tuo vuoto, la depressione latente che ti sgorgava dagli occhi.

Lo so, la tua vita ti ha premiata solo con me, l’unica protezione concessa, e nascere per questo mi sembra, ora, un grande onore.
Ti spiegherei il mio amore ma non posso consegnarti alla pazzia. Il mio silenzio è stata l’unica verità mai toccata, mai violata, mai concessa.

Se solo tu sapessi quanta importanza ha avuto il mio dolore! La solitudine di una scelta costretta in un momento in cui la vita era soltanto la scoperta tra il buio e la luce. Ho trovato il buio.

Nemmeno io saprò mai il valore di questa strada percorsa. Ora, però, mi ha portata fin qui e la luce che vedo, la riconosco. È la luce che non ha mai rinunciato a me. I bambini hanno poteri magici possono rigenerarsi sotto vesti adulte, e ricominciare a giocare.

Grazie, per avermi immaginata, desiderata, ospitata nel tuo corpo, data alla luce.

Pat