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Comunque, io non mi sento straordinaria perché donna. Mi piacerebbe provare questa sensazione, un giorno, casomai lo diventassi ma per meriti personali. Siamo donne, persone di sesso femminile e siamo tutte diverse, non siamo speciali perché siamo donne. Non siamo una specie strana di essere umano con caratteristiche straordinarie, e non esiste un manuale della donna che vada bene per tutte. Non siamo di valore a priori perché siamo donne. Sostenerlo è come coniare la stessa moneta di chi nega diritti e opportunità, ma guardarla dall’altro lato. È la stessa moneta, però.

Ed è per questo motivo che oggi penso proprio a quel lato della moneta, quello di chi continua a volerci negare diritti e opportunità perché siamo donne. O solo perché siamo donne, questi diritti e queste opportunità ce li dobbiamo guadagnare con più sudore, con più fatica e in altri modi che il ‘potente’ di turno decide per noi, quelli che solleticano di più le sue voglie e confermano la sua superiorità.

Penso a chi nemmeno ci considera, nemmeno si mette a discutere con noi, a chi usa nomignoli per non chiamarci con il nostro nome, a chi critica ogni diversità, ogni modo di essere, ogni scelta e non scelta, ogni successo e insuccesso, ogni conquista e ogni bellezza.

Penso a chi rispetta solo la donna/mamma e la donna/moglie, di un uomo, s’intende. Le altre chissà…

Penso a chi vuole solo possederci perché “è la mia donna!” e spesso ci riesce e quando non ci riesce più diventa violento, pericoloso, un assassino.

E penso a tutte quelle donne che giustificano questi atteggiamenti perché li ritengono normali (è sempre stato così) e criticano chi, invece, alza la testa e decide di esistere, di farsi rispettare, da adesso in poi, da adesso… anche quando costa troppo.

E penso anche a tutte le donne che si alzano in piedi e iniziano a camminare insieme, in ogni parte del mondo, e fanno la storia.

Anche io, come loro, non voglio limiti, voglio le mie opportunità come persona perché mi spettano. Non voglio concessioni, voglio quello che mi spetta di diritto, come persona. E lo voglio ogni giorno. E mi pesa tanto, nel 2018, doverlo ancora dire.

Sì, AUGURI… ché ci servono.

Pat