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Di questa storia, più che i fatti e i personaggi, mi è rimasta impressa una parola: RAZZISMO. Una di quelle parole usate a vanvera anche da chi dovrebbe curarle perché sono materia del proprio lavoro.

Basta aspettare un po’ e seguire l’evoluzione di una notizia che viene lanciata nel Web. Da un fatto (mai certo), che si riesce a scoprire solo dopo un po’ di ricerche incrociate, nascono tante storie e storielle che si assomigliano fra loro. Ma sono diverse. Ognuno se la racconta a modo suo, aggiunge pezzi, ne taglia altri. E dalla notizia nasce la storia. Chissà…

Oggi, fra le tante, gira la storia del politico razzista, del gelato non servito e della ragazza coraggiosa (per alcuni) e fanatica (per altri). Ho scelto gli aggettivi più a modo.

I dettagli non si conoscono così bene ma nella storia ci sono altri personaggi: i colleghi della ragazza che pare abbiano fatto la spia al titolare, il titolare che richiama la ragazza all’ordine, la madre della ragazza che accusa il titolare e il politico di aver fatto licenziare la ragazza che pare si sia licenziata da sola. Ma vai a capire… la storia cresce con i commenti nei Social.

A me, comunque, di questa storia, più che i fatti e i personaggi, mi è rimasta impressa una parola: razzismo. Una di quelle parole usate a vanvera anche da chi dovrebbe curarle perché sono materia del proprio lavoro.

Insomma, la protagonista della storia (la ragazza che lavorava in gelateria) si rifiuta di servire un gelato a un politico perché razzista. Non è un pregiudizio, il suo, quel politico ha fatto e fa dichiarazioni razziste molto esplicite e mica di nascosto, eh!

Ma qualcuno, oggi, ha scritto che la ragazza dicendo che lei non serve i razzisti si è dimostrata tale, “perché è razzista anche chi discrimina gli altri in base alle loro idee.”

Quindi un antirazzista può essere considerato razzista?
Quindi se mi rifiuto di sedermi a un tavolo con un mafioso (hanno idee e ideali i mafiosi) mi devo considerare razzista?
Quindi se mi rifiuto di fare un lavoro per un imprenditore che sfrutta i dipendenti perché ha idea che sia giusto così, mi devo considerare razzista?
E perché?

La vogliamo ripassare questa brutta ma importante parola?
Dai… rimettiamo in circolo il senso delle parole altrimenti anche i fatti ci arrivano confusi.

RAZZISMO

razzismo s. m. [der. di razza, sull’esempio del fr. racisme]. – Ideologia, teoria e prassi politica e sociale fondata sull’arbitrario presupposto dell’esistenza di razze umane biologicamente e storicamente «superiori», destinate al comando, e di altre «inferiori», destinate alla sottomissione, e intesa, con discriminazioni e persecuzioni contro di queste, e persino con il genocidio, a conservare la «purezza» e ad assicurare il predominio assoluto della pretesa razza superiore: il r. nazista, la dottrina e la prassi della superiorità razziale ariana e in partic. germanica, elaborata in funzione prevalentemente antisemita; il r. della Repubblica Sudafricana, basato sulla discriminazione razziale sancita a livello legislativo e istituzionale (v. apartheid); il r. statunitense, riguardo a gruppi etnici di colore, o anche a minoranze diverse dalla maggioranza egemone. Più genericam., complesso di manifestazioni o atteggiamenti di intolleranza originati da profondi e radicati pregiudizî sociali ed espressi attraverso forme di disprezzo ed emarginazione nei confronti di individui o gruppi appartenenti a comunità etniche e culturali diverse, spesso ritenute inferiori: episodî di r. contro gli extracomunitarî.

(Treccani, vocabolario online)