Seleziona una pagina

Notai il fruscio dalla finestra aperta, entrava gramo come un gatto stordito dalla solitudine, il vento. Si appiattiva sotto il dondolo nel cortile, cullava il vuoto leggero quasi a fare le veci del vecchio con le sue ossa stanche. Sembrava tutto così docile all’ora tarda anche il buio pareva assopirsi. L’uomo dormiva sulla poltrona rossa, di tempo andato, usata dalla vita. La testa appoggiava nello spazio caduco, scivolava piano ad accarezzare il sogno fino alla notte fonda. Chiusi la finestra, era l’ora del riposo.

Pat