Seleziona una pagina

Mi avvicino alla Storia con umiltà (me lo impone la mia ignoranza) e con il bisogno di conoscere e approfondire. Ma non è mai abbastanza. Ogni volta, pur avendo a disposizione tante informazioni, mi rendo conto che devo fare lo sforzo di non semplificare, di non trarre conclusioni facili.

Devo fare lo sforzo di non immaginare e interpretare. Devo fare lo sforzo di attenermi ai fatti cercando di rimanere lucida. Ed è impegnativo ma non credo si possa fare diversamente (o non è giusto farlo) perché se non ci si apre alla complessità della Storia passata, si rischia di non vivere a pieno il presente.

Anche per questo motivo credo che dovremmo tenerci stretti i “Giorni della memoria”, i “Giorni del ricordo”. Almeno quelli che ci riguardano da più vicino. Servono per fermarci e conoscere cosa è successo e cosa sta succedendo, oggi. Senza conoscere il passato, la realtà di oggi è solo immaginazione, interpretazione personale, semplificazione.

Un articolo come questo che ho letto è solo un modo per RICORDARE… e per ricordarsi anche di approfondire:

Che cosa furono i massacri delle foibe

 

” …già nello scatenarsi della prima ondata di cieca violenza in quelle terre, nell’autunno del 1943, si intrecciarono “giustizialismo sommario e tumultuoso, parossismo nazionalista, rivalse sociali e un disegno di sradicamento” della presenza italiana da quella che era, e cessò di essere, la Venezia Giulia. Vi fu dunque un moto di odio e di furia sanguinaria, e un disegno annessionistico slavo, che prevalse innanzitutto nel Trattato di pace del 1947, e che assunse i sinistri contorni di una ‘pulizia etnica’. “
(Discorso del Presidente della repubblica Giorgio Napolitano in occasione della celebrazione del “Giorno del ricordo”. Roma, 10 febbraio 2007)

“Il Giorno del Ricordo è stato istituito dal Parlamento per ricordare una pagina angosciosa che ha vissuto il nostro Paese nel Novecento. Una tragedia provocata da una pianificata volontà di epurazione su base etnica e nazionalistica. Le foibe, con il loro carico di morte, di crudeltà inaudite, di violenza ingiustificata e ingiustificabile, sono il simbolo tragico di un capitolo di storia, ancora poco conosciuto e talvolta addirittura incompreso, che racconta la grande sofferenza delle popolazioni istriane, fiumane, dalmate e giuliane”.
(Sergio Mattarella alla vigilia del Giorno del ricordo per commemorare le Foibe)