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Mi dispiace molto. Mancava così poco e sarebbe andato in scena con Autodifesa di Caino. Mi sarebbe piaciuto molto poterla ascoltare, fare un nuovo viaggio attraverso la sua voce:
“Io fui semplicemente colui che mise per primo in atto il male. Che compì l’azione del male. Tramutando ciò che era in potenza, in atto”.
Ma questa mattina, quando ho saputo, ho pensato a Lei, al suo entusiasmo, alla sua giovane voglia di raccontare storie, immerso nel suo pubblico, nelle scene immaginate, nei colori sognati. Mi dispiace davvero tanto per quel Teatro nudo che non l’ha potuta accogliere. È come se qualcosa fosse rimasto incompiuto. Mi dispiace molto perché questa sua nuova Opera l’avrebbe reso felice, ancora una volta.
A me rimane il desiderio di ascoltarla di nuovo e di lasciarmi incantare da quel suo modo speciale di raccontare le cose del mondo e anche quelle che si mescolano al mondo ma volano più alte. E quando le ascolti te ne rendi conto ma solo un po’, quel tanto che puoi. A me arrivano dei brividi che non capisco, così, a tratti, arrivano e basta.
I Maestri come Lei bisogna avere la fortuna di incontrarli o bisogna essere in grado (io non lo sono) di scovarli. È così raro avere Maestri a disposizione di popolo, al servizio della bellezza comune, così come era Lei. Anche le brave persone sono rare.
Mi dispiace molto.

Pat