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Ascolto e quello che hai da dire racchiude il mondo in poche parole. La guerra, la vita, la morte, la scelta. Non conosco quella strada ma i tuoi occhi, la tensione sul tuo viso, mi raccontano tutto in pochi istanti. Esce fuori con le lacrime, la mia rabbia e la paura che ho di fronte a quello che non posso fare. Mi sento una stupida davanti a un palco. Il mio ruolo qui è facile facile. Devo semplicemente esserci e riesco soltanto a produrre inutili lacrime e farmi le mani gonfie per gli applausi. Io senza bandiere, senza stracci legati ai polsi, senza colori e senza idee. Vuota. Vengo a prendere anche questa volta. Vengo a fare il pieno delle vostre parole, delle vostre esperienze ma oggi, oggi faccio il pieno anche delle vostre paure, della preoccupazione che cresce e non finisce con la liberazione. Faccio il pieno del vostro sangue, delle ferite, del pianto, della guerra e della morte. La vostra scelta mi rimane addosso e la sento come uno schiaffo benevolo. Mi sveglia solo un po’ perché ancora non mi è tutto chiaro nella testa. Io che non vivo dentro ai tuoi occhi, per un momento mi sono sentita parte di una scelta immensa, straordinaria, troppo importante e addirittura VERA. Colpa tua, Gino, hai detto che avevi bisogno di noi e quindi anche di me, della mia presenza e mi hai anche ringraziata per il fatto di essere presente in quella piazza. Tu che ringrazi noi? Me? E le mie stupide lacrime, ora, hanno un senso. Hai ridato un corpo anche alle mie lacrime. Benedette da un GRAZIE. Io non ho più parole.

Piazza San Giovanni – Roma – 17 Aprile 2010

Pat