Sento che nulla è passato tutto è e sarà Il tempo mi illude e mi spaventa Io, però, sono qui non aspetto e non vado via. tratto da ’In Pensiero 89 volte’ di Patrizia Pisano ...
La Chiesa aperta - (16 aprile 2012)Porta aperta: l’incenso cattura il desiderio di casa una casa per fermarmi un momento un momento per non pensare non pensare per abbandonarmi tra le sue braccia un istante di tenero amore paterno. tratto da ’In Pensiero 89 volte’ di Patrizia Pisano foto Stefano Marchesi ...
Questa frase di Primo Levi ha ispirato la sua vita: “Amare il proprio lavoro costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra”.
«Il mio unico merito è stato l´impegno e l’ottimismo (…)». Inizia così il suo discorso nel 2008 dopo l’assegnazione di una laurea honoris causa in Biotecnologie industriali dall’Università degli Studi di Milano - Bicocca. Fulcro delle sue appassionate parole, applaudite da centinaia di giovani, è l’esortazione agli studenti «ad avere fiducia, credere nel proprio lavoro e guardare la vita con ottimismo».
Scienziata e senatrice italiana, negli anni ‘50 le sue ricerche la portano alla scoperta e all’identificazione del fattore di accrescimento della fibra nervosa o NGF, scoperta per la quale viene insignita nel 1986 del premio Nobel per la medicina.
Prima donna ad essere ammessa alla Pontificia Accademia delle Scienze.
Nominata senatrice a vita per i suoi meriti scientifici e sociali.
Socia nazionale dell’Accademia dei Lincei per la classe delle scienze fisiche.
Socio fondatore della Fondazione Idis-Città della Scienza.
Rita Levi Montalcini nasce a Torino da una famiglia di colti borghesi di origine ebraica. Intraprende la carriera di medicina e si specializza in neurologia e psichiatria, finché le leggi razziali interrompono la sua carriera. È costretta a spostarsi per un periodo a Bruxelles, ma quando l’esercito tedesco occupa anche il Belgio deve nuovamente fuggire. Tornata in Italia, non si scoraggia, la sua camera diviene il laboratorio dove continuare le sue ricerche. Finita la guerra riprende la sua attività di ricerca presso l’Università di Torino.
Nel 1947 si reca negli Stati Uniti dove rimane quasi trent’anni, occupandosi dello sviluppo del sistema nervoso. Dimostra biologicamente l’esistenza di un “fattore di accrescimento” delle fibre nervose, il cosiddetto NGF, insieme ad una ricercatrice tedesca, e qualche anno dopo arriva all’isolamento e all’identificazione di tale sostanza.
Le sue ricerche fecero da apri pista per la scoperta di numerosi altri fattori di accrescimento che giocano un ruolo importante nello sviluppo degli organi e dei tumori e oggi si sta considerando la possibilità di impiegare l’NGF nella cura delle malattie neurologiche.
Dal 1962 comincia la spola tra Stati Uniti e Italia, dove costruisce e dirige l’Istituto di Biologia Cellulare dell’Università di Roma per il Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Nel 1986 ottiene un grande riconoscimento per una scienziata “il Premio Nobel per la Medicina”. Forse non tutti sanno che Rita devolse una parte del premio alla comunità ebraica per la costruzione di una nuova sinagoga a Roma.
Nonostante la quasi totale perdita della vista da qualche anno, Rita è ancora attiva in campo scientifico ed esprime con coraggio e autorevolezza un parere laico e anticonformista su temi scottanti come quello del testamento biologico, dell’eutanasia, della clonazione a scopo terapeutico e dell’ingegneria genetica. La sua produzione scientifica è ancora molto intensa.
Merita di essere riportato a chiusura di questa biografia, uno scritto elegante e molto pungente diretto a chi avrebbe voluto “pensionarla”…
Lettera di Rita Levi Montalcini
Le stampelle di Storace ricordano il regime
Caro direttore,
ho letto su Repubblica di ieri che Storace vorrebbe consegnarmi, portandomele direttamente a casa, un paio di stampelle. Vorrei esporre alcune considerazioni in merito.
Io sottoscritta, in pieno possesso delle mie facoltà mentali e fisiche, continuo la mia attività scientifica e sociale del tutto indifferente agli ignobili attacchi rivoltimi da alcuni settori del Parlamento italiano.
In qualità di senatore a vita e in base all’articolo 59 della Costituzione Italiana espleterò le mie funzioni di voto fino a che il Parlamento non deciderà di apporre relative modifiche. Pertanto esercito tale diritto secondo la mia piena coscienza e coerenza.
Mi rivolgo a chi ha lanciato l’idea di farmi pervenire le stampelle per sostenere la mia "deambulazione" e quella dell’attuale Governo, per precisare che non vi è alcun bisogno. Desidero inoltre fare presente che non possiedo "i miliardi", dato che ho sempre destinato le mie modeste risorse a favore, non soltanto delle persone bisognose, ma anche per sostenere cause sociali di prioritaria importanza.
A quanti hanno dimostrato di non possedere le mie stesse "facoltà", mentali e di comportamento, esprimo il più profondo sdegno non per gli attacchi personali, ma perché le loro manifestazioni riconducono a sistemi totalitari di triste memoria.
10 ottobre 2007
Scritto da Antonella Maria Calabrese
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