Nilde Iotti

Nilde Iotti, un’attività politica ricca, un impegno straordinario durato una vita.

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Nilde Iotti e l’eleganza politica...

Nilde Iotti e lo straordinario impegno politico - di Monica Rognetta

< È necessario cogliere negli altri solo quello che di positivo sanno darci e non combattere ciò che è diverso, che è "altro" da noi. >
Nilde Iotti
 

“... se oggi ci fossero quei giornalisti, quegli intellettuali così sofisticati di sinistra, cosa direbbero di Nilde Iotti, che è diventata Presidente della Camera perché era la donna del capo? ".
(Daniela Santanchè - Intervista del 24 agosto 2010 a Radio24)


Nilde IottiÈ davvero singolare come talune idee prendano forma nella mente del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri  (?), credo che uno studio più approfondito sugli effetti collaterali dell’abuso di silicone sarebbe utile, se non altro per evitarci imbarazzanti paragoni! Ma voglio seguire il consiglio in apertura di questo articolo e cogliere nella Santanchè solo quello che di positivo può darmi e cioè il pretesto per parlare di una vera  Signora della politica, una delle madri della nostra Repubblica: Nilde Iotti.

Leo(Nilde) Iotti nasce a Reggio Emilia il 10 aprile del 1920, la sua è una famiglia di tradizione operaia e fede socialista,  pronta ad ogni sacrificio pur di far studiare i figli “ ...quel dover campare con poche lire, portando addosso per otto anni il cappotto rovesciato di mio padre” dichiara la stessa in alcune interviste.
Consegue la laurea in lettere all’Università Cattolica di Milano e per un certo periodo insegna.
Nel 1943 s’iscrive al PCI, partecipa alla Resistenza svolgendo la funzione di porta-ordini e, aderendo ai Gruppi di difesa della donna, promuove l’emancipazione femminile.
Dopo il Referendum del 2.6.1946, grazie al quale il diritto al voto per le donne è finalmente riconosciuto, viene candidata dal Partito Comunista Italiano come parlamentare ed eletta all’Assemblea Costituente dove entra a far parte della “Commissione dei 75” incaricata della stesura della Costituzione (in vigore dal 1° gennaio 1948).
Dalla Relazione predisposta nel 1946 in qualità di membro della “Commissione dei 75”:

< Uno dei coniugi, la donna, era ed è tuttora legata a condizioni arretrate, che la pongono in stato di inferiorità e fanno sì che la vita familiare sia per essa un peso e non fonte di gioia e aiuto per lo sviluppo della propria persona. Dal momento che alla donna è stata riconosciuta, in campo politico, piena eguaglianza, col diritto di voto attivo e passivo, ne consegue che la donna stessa dovrà essere emancipata dalle condizioni di arretratezza e di inferiorità in tutti i campi della vita sociale e restituita ad una posizione giuridica tale da non menomare la sua personalità e la sua dignità di cittadina.>

Importantissimo il contributo di Nilde nell’approvazione in parlamento di leggi fondamentali per le donne, ad esempio, oltre al diritto di famiglia, la pensione per le casalinghe, il riconoscimento del lavoro delle contadine, la legge del ’93 sulla presenza delle donne nelle liste elettorali.
Sempre in quell’anno comincia una relazione con il Segretario Nazionale del PCI, Palmiro Togliatti (che morirà nel 1964) già sposato, con un figlio e di 27 anni più anziano di lei.
Il 18 aprile del 1948 viene eletta alla Camera dei Deputati.
Rimane a Montecitorio ininterrottamente sino al 1999 e sempre ininterrottamente è presidente della Camera dei Deputati dal 1979 al 1992: la presidenza della Camera che è durata più a lungo in Italia, ben 13 anni!
Nel 1987 ottiene dal Presidente della Repubblica Cossiga un incarico di governo con mandato esplorativo ed è la prima volta che accade ad una donna in Italia. Nel 1992 è candidata di sinistra alla Presidenza della Repubblica.
Nel novembre del 1999, causa gravi motivi di salute, si dimette:
“Lascio con rammarico dopo oltre 50 anni di lavoro il mio incarico di parlamentare. Mi auguro che lo spirito di unità per cui mi sono sempre impegnata prevalga nei confronti dei pericoli che minacciano la vita nazionale. Vi ringrazio per la cortesia".
Il 4 dicembre dello stesso anno muore a Roma.

Giorgio Napolitano eletto presidente della Repubblica nel 2006, nel discorso pronunciato alle camere durante il giuramento la ricorda così: “E ancora, abbiamo da contare - mi si lasci ricordare la splendida figura di Nilde Iotti - sulle formidabili risorse delle energie femminili non mobilitate e non valorizzate né nel lavoro né nella vita pubblica: pregiudizi e chiusure, con l’enorme spreco che ne consegue, ormai non più tollerabili”.

 

Un’attività politica ricca, un impegno straordinario durato una vita all’insegna della coerenza e dell’eleganza del pensare, del parlare e dell’agire.

Lo so parlare di “eleganza politica” di questi tempi è un azzardo, ma le vie della provocazione sono infinite. 

 

 

scritto da Monica Rognetta 

 

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