Sento che nulla è passato tutto è e sarà Il tempo mi illude e mi spaventa Io, però, sono qui non aspetto e non vado via. tratto da ’In Pensiero 89 volte’ di Patrizia Pisano ...
La Chiesa aperta - (16 aprile 2012)Porta aperta: l’incenso cattura il desiderio di casa una casa per fermarmi un momento un momento per non pensare non pensare per abbandonarmi tra le sue braccia un istante di tenero amore paterno. tratto da ’In Pensiero 89 volte’ di Patrizia Pisano foto Stefano Marchesi ...
"Sebbene, come le stelle, siamo il frutto dell’evoluzione, per qualche ragione siamo diventati molto più complessi di un corpo celeste. E per questo abbiamo il dovere di preservare la straordinaria capacità di comprendere l’intero universo."
(Margherita Hack)
Una frase che ho ritrovato in questa lettura sulla nostra amica Margherita è: “un po’ per caso”. Personalmente non credo che le cose accadano “per caso” nelle nostre vite. Voglio vederle come inscritte in un disegno molto più grande, di cui noi siamo gli artefici. Ognuno di noi ha la grande opportunità di lasciare un segno, sia esso un sussurro che ascolta chi ci è vicino, sia esso un urlo dirompente, che l’intero mondo ascolterà, come nel caso di Margherita. L’importante è farlo per rendere migliori noi stessi e chi abbiamo intorno.
Ho cominciato a leggere e interessarmi di Margherita e mi sono fatta una mia personale idea su questa grande donna che già traspare nel mio chiamarla per nome. L’ho sentita schietta e sincera, capace di commettere degli errori, ma spinta dalle migliori intenzioni e dalla fiducia nelle proprie idee.
Come mi ha sempre ripetuto la mia cara amica Patrizia, non è la quantità delle cose a contare, ma la qualità. Questo per dire a chi leggerà questo scritto, che definisco impropriamente, “articolo” di non aspettarsi uno sciorinamento di premi e pubblicazioni, né tantomeno dissertazioni e pensieri di carattere politico della nostra amica Margherita, di cui tutti sappiamo l’orientamento, bensì quei tratti che mi hanno colpito tra tante cose lette in rete. Concedetemi, quindi, di tediarvi con ciò che io ho reputato interessante, anche perché sono io che scrivo e poco democraticamente decido…
Margherita Hack è la prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia, fin qui è doveroso per capire la portata del personaggio che ci troviamo a conoscere.
Diviene professore ordinario nel 1964, ottenendo la cattedra di astronomia presso l’Istituto di Fisica teorica dell’Università di Trieste.
Nella vita di Margherita, il primo ad entrare “un po’ per caso” è lo sport quando le viene proposto di partecipare ai Giochi della Gioventù, ottenendo discreti risultati a livello agonistico nel salto in lungo.
È di nuovo “un po’ per caso” che avviene l’incontro con l’astronomia e l’astrofisica. La scelta della facoltà universitaria non fu dettata da una passione per la scienza (inizialmente si era addirittura iscritta a Lettere). Non fu, quindi, colpo di fulmine o amore a prima vista come si può pensare nei casi dei felici connubi come il nostro, e inizialmente Margherita fu lungi dal pensare che stelle e universo avrebbero occupato più di cinquant’anni della sua vita. Comincia ad occuparsene più seriamente quando si tratta di scegliere un argomento per la tesi. Così, senza nemmeno rendersene conto, le si aprono le porte della sua professione futura.
Animalista convinta e vegetariana sin da bambina, ritiene l’eutanasia un diritto, un modo per sollevare dalla pena un uomo che soffre.
Nel 2010 è eletta "Personaggio gay dell’anno" per la sua attività a favore dei diritti civili e del riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali. In quell’occasione dichiara che «da parte di altri paesi è certamente un segno di civiltà. Noi invece siamo un paese arretrato, che non sa cos’è il rispetto della libertà (… )».
In una video intervista nel corso di una manifestazione giovanile afferma senza mezze misure che: "L’Italia ha bisogno di persone meno ignoranti e più dedite all’interesse generale dei cittadini e non al loro personale tornaconto (…)"
Ed ancora che: "Si dovrebbe finanziare di più la scuola, l’università e la ricerca, perché è inutile parlare di ’innovazione’ se non si finanzia la ricerca e la ricerca si fa nelle università. Bisogna pensare all’impiego dei giovani, alle famiglie che non arrivano a fine mese e ci vorrebbe più onestà: far pagare le tasse a chi non le paga e farle pagare meno ai redditi bassi. Auguro ai giovani di oggi - ha concluso la Hack - di avere la capacità di indignarsi e di operare bene per ottenere un governo migliore che sia più interessato ai problemi dei giovani".
Penso che già questo sia abbastanza per farci capire con che essere eccezionale abbiamo a che fare. È proprio dell’essere umano farsi un’idea della persona, fino ad esprimersi come se la conoscesse. In queste poche righe ho raccolto ciò che è fuori dal “banale” inteso come conosciuto e che coglie la parte di Margherita determinata, che rompe gli schemi, che dice quello che pensa e pensa e crede in quello che dice e questo tanto nel bene quanto nel male. Da donna nei confronti di una donna non posso che concludere dicendo che mi auguro che dentro di noi ci siano tante “Margherita Hack” e che altrettante stiano crescendo e fortificandosi nel giardino sconfinato della vita. Perché se “quasi per caso” Margherita è diventata ciò che oggi tutti conosciamo ed amiamo, il mio innato ottimismo mi “impone” di pensare che in ogni dove ci siano tante Margherite che sono sbocciate o lo faranno, per ridare al genere umano una speranza ed un esempio.
Grazie a lei, Margherita Hack, grazie a Patrizia che mi permette di esprimermi, grazie alle meravigliose donne che scrivono con me di altre “donne”.
scritto da Antonella Maria Calabrese
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