Sento che nulla è passato tutto è e sarà Il tempo mi illude e mi spaventa Io, però, sono qui non aspetto e non vado via. tratto da ’In Pensiero 89 volte’ di Patrizia Pisano ...
La Chiesa aperta - (16 aprile 2012)Porta aperta: l’incenso cattura il desiderio di casa una casa per fermarmi un momento un momento per non pensare non pensare per abbandonarmi tra le sue braccia un istante di tenero amore paterno. tratto da ’In Pensiero 89 volte’ di Patrizia Pisano foto Stefano Marchesi ...
Questa biografia è particolare … Quando ho cominciato a rendere concreta l’idea e cercare il materiale per realizzarla, mi sono resa conto che non potevo parlarvi di un solo essere, ma dovevo coglierne due in una volta sola. “Dovevo” perché una non esiste senza l’altra e perché entrambe sono degne di ammirazione, rispetto e buoni sentimenti. Appartengono a mondi diversi pur vivendo entrambe in questo mondo, sono cresciute nutrendosi di acqua, sali minerali e vitamine. Sono state baciate dal sole e cullate dal vento, la pioggia le ha lavate e l’insensato comportamento degli uomini ha rischiato di ucciderle. Appartengono entrambe al genere femminile, una perché ha le caratteristiche genetiche della sua specie, l’altra perche io l’ho voluta cosi...
“Questa roccia non è venuta qui da sola
Questo albero non sta qui da solo
C’e qualcosa che ha fatto tutto questo
Che ci mostra ogni cosa.”
Parto da questa poesia indiana, mie care amiche ed amici, per presentarvi sua maestà la “Sequoia Gigante”. Originaria della Sierra Nevada (California) vive tra i 1.500 e i 2.400 m. ed e famosa per le gigantesche dimensioni che puo raggiungere. Uno degli esemplari piu famosi, è il "Generale Shermann" abitante del Sequoia National Park, con un diametro alla base di 9,20 m ed un’altezza di 82 m. Il nome sequoia le deriva da un capo indiano della tribù Cherockee, Sequoiah, il primo a introdurre una forma di alfabeto presso le tribù indiane. Questo permise di tramandare le loro leggende in forma scritta.
«Non mi interessa molto ciò che sapete. Sono molto più interessata al modo in cui vivete la vita in accordo con la vostra visione del mondo. Questo mi ispira. Questo mi motiva. Credete nei vostri sogni e nel potere di cambiare il mondo!».
Julia ”Butterfly” Hill
Julia è la ragazza che passò 738 giorni su una sequoia, battezzata “Luna”, per evitarne l’abbattimento. La sua "guerra senza armi" è stata fatta per salvare questa maestosa signora, alta sessanta metri, che stava per essere abbattuta da una società multinazionale del legno. Come ogni storia che si rispetti, l’avventura inizia con una data, il 10 dicembre 1997. Julia entra per la prima volta nella foresta di sequoie e sente che avrebbe dato la vita per salvare quegli esseri viventi.
Ne sceglie una, o viene scelta (credo fermamente che in ogni relazione la scelta dell’altro sia bilaterale), e sale sui suoi rami. Da quel momento la sua casa ha un pavimento fatto di rami ed un tetto fatto di foglie e di stelle. Usa una tenda blu per coprirsi e la sua unica compagnia, oltre alla sua cara amica “Luna”, e se stessa ed un topo ammaestrato. Per quasi due anni si nutre con il cibo che le viene passato grazie ad un sistema di carrucole e comunica con l’esterno grazie a due cellulari ricaricabili a batteria solare. Ha a disposizione gli elementi della natura che le danno ciò di cui ha bisogno, senza presentare il conto e senza volere nulla in cambio: l’acqua piovana per lavarsi, il sole per scaldarsi, il vento per asciugare i vestiti e tanto tempo per riflettere. Anche nei momenti più difficili, in cui rischia la vita a causa di un uragano che investe la foresta, tutto si conclude nel migliore dei modi. In molti tentano di farla mollare e scendere dalla sequoia, ma Julia non si arrende. Viene soprannominata "Butterfly", il nome che le dava la mamma quando era piccola. Durante la sua permanenza sulla sequoia, Julia scrive poesie struggenti che parlano del dolore degli alberi. "Coloro che disboscano le foreste dovrebbero trascorrere qualche giorno su un albero come ho fatto io per capire quello che fanno". Alla fine il suo amore per la natura ha la meglio e "Butterfly" vola sorridente dalla sequoia fino a terra.
“Il mio è un messaggio di speranza. Vorrei dire a tutti, specialmente ai giovani, di puntare in alto e di farlo sul serio. Non permettete alla paura di fermarvi, ma fidatevi della vostra intuizione. Quindi, siate i piu grandi possibili, ma allo stesso tempo rimanete umili. Cercate i miracoli nelle piccole cose, come un filo d’erba che spinge e cresce attraverso il cemento. Non scusatevi mai per avere il coraggio di tenere a qualcosa. Voi siete gli antenati del futuro».
Julia ”Butterfly” Hill
Amo l’immagine della farfalla, perché mi rimanda al cambiamento, alla trasformazione che avviene o dovrebbe avvenire dentro ciascuno di noi. Prendere coscienza che questa nostra terra è una ed è nostra. Nessuno si sognerebbe mai di trivellare la propria casa o di farla saltare in aria. Non ne appesterebbe l’aria con fumi nocivi per poi andarci a dormire. Non allagherebbe la propria vasca da bagno con liquami di ogni sorta per poi andarci a sguazzare. Allora mi chiedo, perché lo facciamo col nostro pianeta? E perche noi, per primi, non cominciamo a rimboccarci le maniche e fare ciò che e nelle nostre possibilita per rendere migliore il tempo che verra? Riflettiamo su questo perché insieme si possa continuare a vedere le sequoie crescere, le farfalle volare, i delfini nuotare e i nostri figli crescere... grazie.
scritto da Antonella Maria Calabrese
Ho letto il suo libro, diversi anni fa. Mi sono appassionata alla sua storia, la storia di una ragazza ’normale’. Julia, quando ha deciso di arrampicarsi, per protesta, in cima alla sequoia gigante di sessanta metri, chiamata Luna, pensava di rimanerci soltanto qualche settimana. Scese da Luna due anni piu tardi, soltanto dopo aver ottenuto un accordo.
Questa giovane donna, ha superato delle prove estreme di sopravvivenza. Tra le tante prove ha dovuto affrontare anche il dolore procurato dall’assistere giorno dopo giorno, alla distruzione dell’antica foresta intorno a lei. Ha vinto la disperazione e l’odio, scegliendo la via dell’amore per la terra, la natura e per l’essere umano incondizionatamente. Ha vinto i pregiudizi che altri avevano nei suoi confronti, considerandola "un’attivista folle, sporca e spettinata, che mangia solo cereali"... Julia ha dimostrato di essere una normalissima ragazza che fino a pochi giorni prima di salire su Luna, aveva una vita normale, indossava anche abiti di seta e scarpe alte... una giovane donna che ha letto l’importanza della Foresta, ha ascoltato il richiamo degli alberi, della natura, della terra e ha deciso di fare qualcosa, anche se aveva paura, anche se aveva dubbi, incertezze e niente di programmabile davanti a se stessa.
Vi lascio una delle sue poesie:
Ancora quassù
Sto seduta
oscillando nel vento burrascoso
guardando le piogge invernali
che nutrono la terra assetata
Sto seduta
ora da più di un anno
il tempo ha perso il suo significato
per la mia mente in continua
evoluzione
Julia Butterfly Hill 1999
(dal libro "La ragazza sull’albero")
Ci tenevo a scrivere poche righe su di lei, lasciare un piccolo segno dopo il bell’articolo di Antonella.
Mi piace Julia. Rappresenta molte cose e la sua storia puo far bene a chiunque avrà modo di conoscerla... ne sono convinta.
Patrizia Pisano
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