Azar Nafisi

Azar Nafisi, scrittrice iraniana, oppositrice del regime.

Gli ultimi articoli inseriti nel sito:

Tempo - (16 aprile 2012)

Il tempo

Sento che nulla è passato tutto è e sarà Il tempo mi illude e mi spaventa Io, però, sono qui non aspetto e non vado via.   tratto da ’In Pensiero 89 volte’ di Patrizia Pisano ...

La Chiesa aperta - (16 aprile 2012)

Chiesa Aperta

Porta aperta: l’incenso cattura il desiderio di casa una casa per fermarmi un momento un momento per non pensare non pensare per abbandonarmi tra le sue braccia un istante di tenero amore paterno. tratto da ’In Pensiero 89 volte’ di Patrizia Pisano   foto Stefano Marchesi ...

  HOME >> Segno di Donne >> Azar Nafisi

Azar Nafisi, scrittrice iraniana

Una delle più capaci e promettenti scrittrici iraniane - di Maria Cristina Traversi

Credo che in questo momento, più di quanto mai lo sia stato in passato, sia importante e necessario sentire e appoggiare la voce delle donne del medio oriente. Sono donne che lottano in prima fila per migliorare le proprie condizioni socioculturali, donne che pagano con la vita o con l’esilio il tentativo di conquistare quei diritti universali ed inalienabili che vanno difesi a tutti i costi e che sono gli stessi per qualsiasi donna nel mondo. Azar Nafisi, docente universitaria di letteratura americana negli Stati Uniti, è una fuoriuscita, seppur di lusso, che ha dato voce attraverso il suo romanzo “Leggere Lolita a Teheran” a quel sentimento di rivolta che anima chi reclama il diritto alla libertà.


Azar Nafisi

AZAR NAFISI

Azar Nafisi è figlia di Ahmad Nafisi, ex sindaco di Tehran, e Nezhat Nafisi, prima donna ad essere eletta al parlamento iraniano. Nasce in Iran nel dicembre del 1955. All’età di 13 anni viene mandata dai suoi genitori in Inghilterra per continuare gli studi. Porta a compimento i suoi studi superiori e universitari negli Stati Uniti, dove si laurea in letteratura inglese ed americana presso la University of Oklahoma. Nafisi ritorna in Iran nel 1979 divenendo Professoressa di Letteratura Inglese presso l’Università Allameh Tabatabai di Teheran; incarico che terrà per 18 anni, eccetto che per il periodo 1981-1987, nel quale sarà espulsa per non aver rispettato le norme vigenti sull’abbigliamento.
Testimone della rivoluzione islamica e della presa di potere dell’ayatollah Khomeini, Azar Nafisi, proveniente da un’educazione fortemente occidentale, diverrà presto un’oppositrice del regime.
Nel 1995, trovandosi impossibilitata nel continuare le sue lezioni senza attirare il biasimo delle autorità, si licenzia ed invita sette delle sue migliori studentesse a seguire delle lezioni-dibattito ogni giovedì mattina in via del tutto privata a casa sua, lontane da orecchie e occhi indiscreti. Insieme analizzano e studiano le opere più controverse e censurate dal regime: Lolita, Madame Bovary e Il grande Gatsby cercando di comprenderle ed interpretarle in chiave attuale e iraniana. Questa esperienza sarà materia del suo libro di successo "Leggere Lolita a Teheran".
Qualche anno prima di lasciare l’Iran, torna all’insegnamento universitario dei classici della letteratura occidentale.
Azar Nafisi ha dovuto lasciare il suo adorato paese mediorientale nel 1997, dopo che l’Esecutivo guidato dal presidente Mahmud Ahmadinejad ha imposto l’obbligo del velo islamico a tutti gli insegnanti (esattamente il contrario di ciò che impose 80 anni fa Kemal Ataturk, il padre della Turchia moderna) per definire la sfera laica dello Stato e dell’istruzione pubblica. E dopo aver lasciato l’Iran, Nafisi non ci ha più rimesso piede neanche in occasione della recente morte dei suoi genitori.
È negli Stati Uniti, in lingua inglese, che scrive il romanzo, "Leggere Lolita a Teheran", tradotto in ben 32 lingue, che l’ha consacrata come una delle più capaci e promettenti scrittrici iraniane.

Dopo aver narrato della passione con cui letteratura ed esperienza del regime khomeiniano si sono intrecciate nella sua vita e in quella delle sue più brillanti allieve, attraverso identificazioni, opposizioni e addirittura allestimenti didattici di veri e propri "processi" alle opere letterarie, nelle pagine finali di "Leggere Lolita a Teheran", la Nafisi si dice convinta della necessità di aggiungere alla lista dei diritti umani anche il "diritto all’immaginazione".

scritto da Maria Cristina Traversi 

 

RICERCA nel sito

Patrizia Pisano • 00100 Roma ITALY • info@musaconfusa.it
web-design
FEED RSS2.0