Sento che nulla è passato tutto è e sarà Il tempo mi illude e mi spaventa Io, però, sono qui non aspetto e non vado via. tratto da ’In Pensiero 89 volte’ di Patrizia Pisano ...
La Chiesa aperta - (16 aprile 2012)Porta aperta: l’incenso cattura il desiderio di casa una casa per fermarmi un momento un momento per non pensare non pensare per abbandonarmi tra le sue braccia un istante di tenero amore paterno. tratto da ’In Pensiero 89 volte’ di Patrizia Pisano foto Stefano Marchesi ...
Nasce a Francoforte, Anna Maria Sibylla Merian, nel 1647.
Il padre di Sibylla è un incisore e editore svizzero ma non ha modo di crescerla perché muore, lasciandola alla tenera età di tre anni.
La madre di Sibylla si risposa con il pittore, Jacob Marrell. Questa nuova figura paterna sarà decisiva nella vita della piccola Sibylla. Jacob insegna alla figlia acquisita, l’arte del disegno, della pittura a olio, dell’acquarello e dell’incisione.
All’età di 13 anni, Anna Maria Sibylla, inizia a dipingere insetti e piante, tramite la copia dal vivo. Li osserva nel loro habitat naturale, li studia e li riproduce con grande interesse.
Nel 1665, all’età di 18 anni, Sibylla sposa Johann Andreas Graff, un pittore allievo del patrigno. Con lui ha due figlie.
Anna Maria Sibylla si appassiona al mondo delle piante e soprattutto degli insetti. Vuole comprendere come si evolvono e come avvengono le metamorfosi. Raccoglie dei bruchi e li osserva, li studia disegnando ogni fase della trasformazione in farfalle. Nella trasformazione, disegna anche le piante che costituiscono l’ambiente naturale degli insetti.
Tutti questi disegni e studi, vengono pubblicati in due libri: "Nuovo libro dei fiori" e "La meravigliosa metamorfosi dei bruchi e il loro singolare nutrirsi dei fiori". Quest’ultimo, illustra ben 176 tipi di farfalle e piante... meravigliosi disegni, ancora famosi ai nostri giorni.
A 38 anni, si separa dal marito. Dopo qualche anno, il borgomastro di Amsterdam, le propone un viaggio in America meridionale, nella colonia olandese del Suriname. Sibylla decide di partire e porta con sé la figlia minore (Dorothea Maria Graff), diventata una sua collaboratrice.
Dopo tre mesi di traversata, arrivano a Paramaribo, sulla costa del Suriname. Paramaribo è abitata da indigeni amerindi e da africani importati dai coloni olandesi, come schiavi. Sibylla, inizia l’esplorazione del posto in cerca di nuove piante e insetti, di uccelli, serpenti e conchiglie, per studiarli, disegnarli, catalogarli.
Osservando, in diretta, le varie fasi della metamorfosi di vari insetti, riesce a illustrarne ogni momento di vita e trasformazione. Un lavoro estremamente interessante e importante. Gli abitanti di Paramaribo, l’accompagnano e l’aiutano nell’esplorazione di luoghi particolari e a lei sconosciuti. Contribuiscono personalmente alle sue scoperte.
Sibylla, attraverso i suoi studi, scopre anche le proprietà medicinali di alcune piante. In particolare, scrive della Flos Pavonis, i cui semi venivano usati dalle donne locali per rendere più breve il travaglio durante le doglie.
L’attenzione di Anna Maria Sibylla è diretta anche a capire la situazione e il comportamento delle donne del posto e delle schiave nere della Guinea e dell’Angola. Queste donne, se trattate male, arrivano addirittura a suicidarsi, credendo di rinascere a nuova vita, libere nel loro paese natale.
Dopo circa due anni, Sibylla è colpita dalla febbre gialla ed è costretta a ritornare ad Amsterdam.
Nel 1705 pubblica la ’Metamorfosi degli insetti del Suriname’, una raccolta di tavole illustrate sugli insetti. Pare sia tra le opere pittoriche più belle, dipinte in America...
Nel 1711 subisce una parziale invalidità dopo un colpo apoplettico ma continua a lavorare fino al 1717 quando muore d’infarto, all’età di 70 anni.
Una donna tra l’arte e la scienza.
Una donna che non ha avuto paura.
L’attività di Anna Maria Sibylla Merian, si colloca tra l’arte e la scienza. Il suo lavoro, le sue opere testimoniano la sua preparazione e la sua indipendenza culturale. Al tempo era difficile parlare di insetti e, addirittura, studiarli. Erano considerati bestie di Satana. In più, c’era la credenza che gli insetti nascessero dal fango. Solo alcuni eruditi conoscevano la trasformazione degli insetti attraverso la metamorfosi. La lingua usata per le sue pubblicazioni era il tedesco e questo la rese nota solo a poche persone colte ma non agli uomini di scienza che accettavano come unica lingua scritta, il latino. Nonostante le difficoltà i suoi disegni, le tavole illustrate di farfalle, insetti, ragni, serpenti e piante, sono considerati, anche oggi, dei veri e propri capolavori.
Una donna molto coraggiosa, avventurosa, curiosa: una donna che osa.
«In gioventù mi dedicai a ricercare insetti: cominciai con i bachi da seta nella mia città natale di Francoforte. Osservai poi che essi, come altri bruchi, si trasformavano in belle farfalle notturne e diurne. Questo mi spinse a raccogliere tutti i bruchi che potevo trovare per osservarne la trasformazione. Ma, per disegnarli e descriverli dal vero con tutti i loro colori, ho voluto esercitarmi anche nell’arte della pittura».
(Metamorphosis insectorum Surinamensium, Introduzione).
Scritto da Patrizia Pisano
RICERCA nel sito