Vedo Guardo Rifletto

Osservo e cerco di capire. Vedo e cerco di guardare.

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Vedo, guardo e rifletto...

Osservo e cerco di capire. Vedo e cerco di guardare. Da lontano o un po’ più da vicino, il tanto che basta per ascoltare. Guardo le immagini della natura, cercandole in città, tra i fiori che scendono da quel balconcino. Passo anche tra i boschi che in questo periodo sono tavolozze di colore: arancio, verde, giallo, seppia e ancora verde in diverse sfumature. Poi le nuvole tra il sole e la pioggia... le guardo.

Guardo e cerco di capire. Guardo le persone muoversi tra gli affetti e i difetti. La fragilità nascosta come vergogna e la forza inventata e raccontata per potersi sentire all’altezza. A volte questa forza la si stringe tra le mani come fosse un corno rosso, contro ogni male.

Vedo e guardo e quando riesco ad ascoltare, lascio passare i dubbi e li faccio accomodare. Sempre all’angolo della stanza ma so per certo che mi seguiranno con pazienza infinita. Io intanto vado. Guardo e lascio, che tutto succeda.

Ci sono persone che passano il tempo a provare di esistere. Si guardano allo specchio, continuamente, ma non riescono a farlo da sole, hanno bisogno del pubblico. Si esibiscono in ogni cosa che fanno.

Ci sono donne che indossano la sottoveste di rete sintetica e la spacciano per trasparenza dell’anima. Poi c’è chi invidia il vento e senza saperlo ascoltare pretende di imitarlo. Be’, non si può. Il vento è natura e deve essere rispettato. Non esiste vento umano, non esiste.

C’è chi fa della seduzione una ossessione. E c’è chi seduce senza nemmeno accorgersene. La seduzione dell’essere persona. Il fascino di chi guarda gli altri senza incastrarsi soltanto dentro se stesso.

Vedo e guardo. Ci sono persone che amano per poco. Semplicemente per aver visto i tuoi occhi. Amano da lontano e da vicino e non si sognerebbero mai di dirti cosa devi farne del tuo amore. Ci sono persone che non lo pesano, l’amore. Non lo giudicano, non lo bacchettano.

Ci sono persone che vivono e persone che si sforzano di farlo, e per farlo sprecano gli altri. Cercano di farli spettatori della loro esistenza e poi... si stancano di presenza, tenerezza, attenzione, vita vera, respiro. Queste cose non li riguardano, loro si nutrono di dipendenza e se non riescono a fartela crescere dentro, diventi delusione. Sono castelli di carta, costruiti con tante porte diverse. Porte che si aprono a diversi passaggi. Porte che nascondono verità e si beffano di chi la trasparenza la vive e non la chiede agli altri. Si può essere senza pretendere. Io credo di sì.

Osservo e cerco di capire. Vedo e cerco di guardare.

 

Foto del bosco autunnale.



di Patrizia Pisano - 4 Novembre 2010 

 

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