Sento che nulla è passato tutto è e sarà Il tempo mi illude e mi spaventa Io, però, sono qui non aspetto e non vado via. tratto da ’In Pensiero 89 volte’ di Patrizia Pisano ...
La Chiesa aperta - (16 aprile 2012)Porta aperta: l’incenso cattura il desiderio di casa una casa per fermarmi un momento un momento per non pensare non pensare per abbandonarmi tra le sue braccia un istante di tenero amore paterno. tratto da ’In Pensiero 89 volte’ di Patrizia Pisano foto Stefano Marchesi ...
Da una persona che sto imparando a stimare, conoscendola, piano piano, attraverso parole e fatti anche se lontani e raccontati, mi arrivano in dono dei pensieri. Sono scritti da Margherite che io non conosco ma che attraverso queste poche righe, esiste, come ogni segno scritto e condiviso.
Sono felice di poterle dare spazio, di potervi far leggere le sue parole.
Questo è l’unico cenno che mi viene dato, oltre al suo nome... una dedica, forse, un pensiero amato...
"Non amo che le rose che non colsi. Non amo che le cose che potevano essere e non sono state." (G.Gozzano)
Patrizia Pisano
È passato un po’ di tempo e ho avuto la fortuna di conoscere il vero nome dell’autrice di questi versi firmati Margherite. Mi piace mantenere questa pagina perché è poetico anche il modo in cui è stata creata. Ora, però, posso dirvi che l’autrice si chiama Maria Cristina Traversi. Potete conoscerla meglio in questa pagina dedicata a lei:
Vi presento Maria Cristina Traversi
Ho saziato la geometria
dei miei desideri
ma erano piccoli sorsi
e il prodigioso spettacolo
è durato quanto l’infrangersi
di un uovo nel tegamino
Il bianco erano le tue mani malleabili
il rosso le tue labbra rapprese
tra il grasso aroma dei miei incisivi
Tutto intorno
il sapore
di un pasto furtivo
Margherite
Questo struggimento
che si fa strada in me
è un naturale istinto
di raccolto turbamento
che incalza questo cosmo ordinato in cui
ci figuriamo di esistere
dove tutto invece vira verso
un sensuale appagamento
e l’unico pensiero osceno
è credere di non appartenervi.
Margherite
Beatrice
la gonna senza l’orlo
ti siedi e guardi intorno
Beatrice
le scarpe un po’ retrò
gli sguardi del métro
Beatrice
l’ombrello è scivolato
sul piede e l’ha bagnato
ti chini e guardi giù,
davvero! Pensi tu,
che strana coincidenza
questa reminescenza
di cose un po’ sbiadite
di pose un po’ sfiorite
ma allora ti rialzi
ti sporgi e guardi innanzi
il treno è già arrivato,
è ora! E il tempo se n’è andato
è il tempo del métro
che dura una mattina
svanisce e poi s’inchina.
Margherite
Chi mai ci dirà se questa Consonanza
che tramortisce e devasta e smaschera l’intimo auspicio
debba essere il viatico per il senso del nostro essere qui?
Io mi consolo con la forza della parola e calpesto
sfinita questa doglia che mi fa sentire viva.
Margherite
È un tinello
il mio cuore
villano
che odora di gocciole
di cipolla
Con spocchia
tracima gli argini delle mie esitazioni
ma lacrima
di nodi alla gola che annegano
nell’improbabile pensiero
di quello che è
nell’improbabile certezza
di quello che non può essere
Margherite
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