Doppia striscia rosa

La donna diventa mamma nell'attimo stesso in cui sul test compare quella piccola, doppia, striscia rosa.

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Quella piccola, doppia, striscia rosa...

Questo spazio è dedicato a un’amica. Si firma "Naike"...
Naike, sono felice che tu abbia deciso di scrivere e di lasciar andare. Mi piace l’idea che io non sia la sola a leggerti dentro queste parole. Io le ho sentite forti e vere e ho pianto con te. Lo sai.
Considero questo scritto un ’libro aperto’ prezioso, in questo freddo momento. C’è dentro la donna, c’è amore e c’è vita.

Pat

 

 

"Oggi rispecchio molto il tempo che c’è sulla mia città... pioggia, bruma e tristezza. Le riflessioni più intime normalmente le trattengo per me. Come la visione rassicurante di un armadio, che apre le ante per accogliere e poi le richiude, sicure, senza farsi scappare nulla. Questo invece ho deciso di scriverlo e di non sapere chi lo leggerà, di provare con le parole a toccare i cuori, che arriveranno prima dei visi.
Pensavo a quanto siamo fragili come esseri umani, a quanto già l’idea stessa di qualcosa ci illuda e poi ci lasci lacerati, se delude quello che noi ci avevamo creato intorno. Partendo dall’idea stessa dell’amore... Amiamo ancora prima l’idea, che l’essere innamorate. Prima l’idea, che l’oggetto stesso del nostro sentimento. Amiamo quella sensazione che ci fa sentire il cuore leggero e ci regala un sorriso perenne sul viso. Amiamo vivere l’aspettativa dell’incontro, gustandoci il momento della preparazione a...
Questo discorso lo si può ampliare a molto altro...

All’ inizio dell’anno ho scoperto di essere incinta. Ho cominciato ad amare già l’idea in sè, prima ancora che dall’ovulo spuntassero le zampe. La donna diventa mamma nell’attimo stesso in cui sul test compare quella piccola, doppia, striscia rosa. Poi non è andata... Poi lei è andata, ha deciso da sè che questo mondo non le piaceva e non voleva viverlo. In questo, forse, già mi somigliava. Sono certa fosse femmina. È difficile accettare di disinnamorarsi dell’amore, di rinunciare all’idea ancora prima che alla persona. È difficile accettare di essere respinte. È difficile accettare di non essere amate, da un uomo, da una molecola, da un’amica, da un’idea. Non so trovare la dimensione ideale, non ho ancora trovato gli anticorpi a questo. Ci ho provato con i muri, non funzionano perchè due piccole molecole te li tirano giù... Ci ho provato con l’isolamento, non funziona perchè poi su fb incontri, per caso, una certa Patrizia Pisano per cui cominci a nutrire stima e affetto... o piuttosto, nella vita, incontri l’uomo che fa la differenza.
Mi sono ripromessa di fare spuntare il sole ogni mattina di tutte le mattine che mi darà la mia vita, ma oggi è difficile. Ieri ho avuto l’intervento per la pulizia, lo chiamano così. Cercano di tirarti su dicendo che non sei la prima e lei, che è andata, non sarà l’ultima. Ti dicono che sono cose che capitano, sei un numero, una percentuale, per tutti. In questi momenti credo che nessuno si renda conto che tacere sia meglio che fare uscire inutili parole. In questi momenti vorrei chiedere se loro hanno avuto un’idea nella vita e l’hanno amata in quanto tale... Non per forza perchè aveva una forma, o perchè era riuscita nel modo migliore, ma in quanto tale, evanescente e inafferabile come si è presentata e poi è andata...

All’esternazione di un grande dolore non dovrebbe esserci compatimento, nè parole inutili, che non leniscono ma feriscono...
Il mondo non sa reagire al dolore, è vero. Il dolore non deve essere esternato al mondo. Appartiene alla sfera intima dell’individuo, perchè poi? Perchè vanno di moda veline con il sorriso paralizzato sulla bocca? Perchè tutto deve andare bene e appena ti chiedono "come stai?" e rispondi "va male", i più cambiano discorso? Perchè hai sballato degli schemi di comportamento intoccabili? Sono felice che il dolore mi invada, che controsenso, felice del dolore. Si, lo esterno, perchè mi fa sentire viva e umana e perchè senza il dolore non avremmo punti di riferimento per comprendere la gioia.
Ecco perché oggi ho deciso di non fare di me l’armadio, ma di fare il libro."

 

Naike

Arcobaleno.

 

 

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