Donne, andiamo oltre

Nella storia ci siano state donne che hanno studiato per amore della conoscenza e non per cercare di assomigliare a un uomo.

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Donne, andiamo oltre?

Ora mi sembra tutto ridotto ai minimi termini...

Quante ne ho sentite in questi miei 40 passati. Le donne. Un tema ricorrente, usato, abusato, stancato, invecchiato. E questo già mi fa venire i brividi. Ma vi pare un tema? Un argomento? Forse son strana io ma ogni volta che mi sento sfiorata da una categoria, un ruolo, una "scatola quadrata", mi si mette un groppo in gola e non va né su né giù. Strana io, lo so. Fin da quando ero bambina non riuscivo a stare negli schemi casalinghi e nemmeno nelle finte "sfilate" di stampo femminista. Stretta ovunque.

Ora mi sembra tutto ridotto ai minimi termini. Per certi aspetti sembra quasi di tornare indietro e questo tema di cui tutti vogliono parlare si riduce a piccoli e stupidi concetti. Si parla di veline, di donne belle ma intelligenti, di libertà sessuale, di donne guerriere, donne in carriera, donne super con figli e lavoro fuori casa, donne al potere, donne politiche brutte o belle. Donne lasciate, violentate, molestate, tradite, usate, uccise. Donne.

Come si fa a buttare tutto dentro lo stesso calderone? Basta dire "donna" e ti si apre un mondo di luoghi comuni, di battute scontate, di finti problemi, di gente che appassionatamente vuole difendere la categoria e di altri che la categoria vorrebbero tenersela infiocchettata, profumata, lucida e pronta per essere scartata... all’occasione. Uffa! Non mi piace, mi disturba e mi chiedo il perché di tanti discorsi inutili. Da dove nasce il bisogno di mantenere tutto così chiuso, fermo, senza via di scampo?

Allora penso che nella storia ci siano state donne che hanno studiato per amore della conoscenza e non per cercare di assomigliare a un uomo. Ci sono state donne che hanno fatto scoperte importanti per salvare persone e non per sentirsi migliori di un uomo. Ci sono state donne che hanno scritto libri e creato versi sublimi perché avevano molto da dire e non perché volevano essere più brave dell’uomo al proprio fianco. Ci sono state donne che hanno vissuto la guerra mantenendo in vita la vita. Sotto le bombe, hanno zappato la terra e dato i frutti a vecchi e bambini. Nel passato, ci sono state donne che per la loro sapienza sono state considerate streghe e bruciate vive. In certi periodi storici essere donna era considerato un vero impedimento a qualsiasi forma di crescita intellettuale e personale. Eppure, anche nell’antichità più lontana, ci sono state donne come Ipazia, una grande scienziata, filosofa, matematica e astronoma nata ad Alessandria d’Egitto.

Allora... ancora stiamo qui a sparlare? Ancora esistono discorsi vaghi e inutili che dovrebbero "lottare" per confermare la piena parità di ruolo e di capacità intellettuali? Questo problema è passato e se non ci credete fatevi una chiacchierata con Rita Levi-Montalcini e tutte le donne che lavorano con lei. Non c’è più bisogno di conferme ma di fatti. Non c’è bisogno di sentirsi difese.

Quando si parlerà di specie umana? Quando di società? Quando di problemi legati all’organizzazione, all’educazione, all’illusione? Quando si parlerà di responsabilità personali e quando della difficoltà di ricostruire, rivedere e rimettere in discussione per il bene comune? Quando si parlerà di anziani da accudire e di figli da seguire? Quando si parlerà di fatti concreti e delle difficoltà di un nucleo famigliare che deve organizzarsi da solo in una società ancora troppo vecchia, aggrappata a finti problemi. Quando si parlerà della polvere sotto al tappeto? Quando si parlerà di persone?

Andiamo oltre...

 

Fiore.

 

di Patrizia Pisano 23 - Luglio - 2010 

 

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